Il paese è ubicato al confine con la provincia di Foggia, in un territorio ricco di sorgenti ed aree boschive e domina la parte più alta del Fortore. Gravemente danneggiato dai terremoti del 1456 e del 1962, si divide in due settori urbani: il più antico è arroccato attorno ai ruderi del castello medievale. 
Il Museo della Civiltà Contadina - nato nel 1982 come mostra, museo autonomo dal 1984 - è una delle istituzioni di cui i montefalconesi vanno più fieri. Č stato definito “il museo della civiltà contadina più ricco e importante d’Italia”, e viene “celebrato” da un Concorso Nazionale a premi, ogni due anni, riservato gli alunni delle scuole medie ed elementari. Al Museo sono esposti circa 3000 pezzi autentici e rari su una superficie di circa 500 mq. C’è la sala del vino, del pastore, dei mestieri, del grano e del pane; la sala degli utensili da cucina “con rari piatti di legno e cucchiai di corna di montone finemente lavorati. Piatti di ceramica decorati a mano e un secchio da mungitura ricavato da un bossolo di cannone... e il becco rapace delle falci messorie”. C’è “una gigantesca macchina da pasta costruita dal mastro d’ascia Antonio Zigoli datata 1870. Un frantoio in pietra per frantumare le olive. Si tratta del più antico esemplare di frantoio a forza animale che riproduce modelli già esistenti sotto l’impero di Roma.