Castelvenere vanta un territorio molto fertile, circondato da dolci colline. È attraversato dal fiume Calore, dal torrente Seneta che nasce, a 600 m, dal monte Coppa e si versa nel fiume Calore. La produzione agricola è soprattutto incentrata sulla coltivazione dell’uva: infatti Castelvenere è il paese più vitato della Regione Campania, da cui si ricava un ottimo vino. Fa parte insieme ad altri 40 comuni della regione, dell’Associazione Nazionale “Città del Vino”. Non mancano coltivazioni di frutta e cereali.

Il territorio fu ricco di vita sin dalla preistoria.  Ne sono la testimonianza il ritrovamento, avvenuto nell’anno 1898, di una palafitta lunga 25 metri e larga 14, poggiante su 99 pali conficcati verticalmente nel terreno, disposti in quattro fila, venuta alla luce durante uno scavo di 42 mq. insieme a resti di una macina di arenaria con percussore di quarzite, oleari, resti di lucerne, pietre per fionda, nuclei e punte silicee appartenenti all’età del ferro. Furono anche rinvenuti resti scheletrici di Homo Sapiens insieme a resti di diverse specie animali: volpe rossa, cane domestico, maiale, cinghiale, muflone, cervo nobile, cavallo.

Tenendo conto, che se pur compare per Castelvenere qualche citazione a partire dagli inizi del XII sec., la prima presenza documentata di un casale sembra dell’epoca angioina, quale possesso dell’Abbazia di San Salvatore Telesino.

Di notevole interesse è Piazza Mercato con un pozzo al centro, anticamente usata per i commerci e i baratti delle mercanzie, le arcate del Palazzo (entrambe vincolate ai sensi della L. 1089/39) ed il fossato che delimitava e proteggeva da eventuali invasori il Castrum medievale.

Durante il periodo, presumibilmente, rinascimentale le vecchie mura medievali furono demolite per consentire un ampliamento del borgo, ed il fossato fu usato come strada per collegare le piccole cave tufacee (scavate sui costoni perimetrali alla strada) alle nuove abitazioni che si stavano costruendo. Successivamente con lo sviluppo dell’agricoltura dette cave tufacee furono ampliate, modificate ed adibite a cantine per la conservazione del vino.

La strada che oggi si divide in Strada del Mulino e Strada del Fossato, ogni week-end di fine mese, ospita la manifestazione “Cantine al Borgo”.