Il nome deriva dall’essere stato un castello posseduto da un franco o francese sotto gli Angioini. L’aggiunta Miscano si riferisce all’omonimo fiume. Il paese in origine fu un suffeudo della Signora di Montefalcone chiamata Rarifre, come un Franculli allora era signore di Montecalvo, ed un Polifranci, signore di Ginestra, fratelli di Rarifre. Da questi passò ai De Lecto, ai Buisson ed ai Shabran, tutti francesi. Passò poi ai Mansella di Salerno, agli Sforza, ai Guevara, ai Caracciolo, ai De Sangro ed ai Mirelli di Teora.
Nel 1496, fu luogo di convegno degli alleati Aragonesi sotto il comando dei condottieri: Giovanni Sforza signore di Pesaro e Giovanni da Gonzaga, fratello del marchese di Mantova per muovere contro i francesi di Carlo VIII che assediavano Circello comandati dal Mompensier.
A 3 chilometri dal paese, vi è l’ex feudo di San Eleuterio dove era l’osca Equus Tuticus e risalenti al periodo dei Romani, protetto da un arco di transito chiamato janus quadrifrons, s’incrociavano le vie Egnazia-Trianea che da Benevento conduceva ad Ecae in Puglia, la Claudia-Valeria, l’Erculea e la Boianese che mettevono in comunicazione la Puglia con il Sannio per la valle del Fortore e gli Irpini con i Pentri nella valle del Tammaro.  Castelfranco in Miscano fece parte fino al 1811 del Principato Ultra, poi passò a Capitanata col distretto di Bovino, quindi nel 1861 alla provincia di Benevento.
La visita al paese permette di ammirare ancora la Cappella di San Lorenzo, costruita intorno al 1826, la bella Chiesa di Santa Maria delle Grazie e l’antico Convento adiacente, ex sede della Pretura e del Carcere, oggi sede della Casa Comunale.
Altre info
Castelfranco in Miscano è noto in tutta la regione per la produzione del caciocavallo. Il caciocavallo di Castelfranco ha forma tendenzialmente sferica, con testina piuttosto piccola. La crosta, liscia e sottile, presenta colore giallo paglierino.